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Emergenza neve - Parla il Presidente degli impiantisti, Enrico Ghezze

Tutta l'amarezza per una stagione disastrosa

La neve per voi impiantisti è indispensabile, una manna, è dura portare avanti la stagione sciistica quando non c'è; ma quando ce n'è troppa cosa succede?
La neve è indispensabile per l'intera località; ma se è troppa e se l'organizzazione non risponde nei vari livelli di competenza, aprendo le strade statali, comunali e le arterie secondarie, la cittadina si paralizza creando danno proprio a se stessa. Se il tutto poi avviene durante i giorni festivi (sabato, domenica, Natale, Capodanno e Epifania), sembra che non ci possano essere risposte efficaci e la situazione si aggrava drammaticamente.

Tra le spese eccezionali sostenute tra il 26 dicembre e la metà di febbraio per la bonifica dalle slavine, la battitura delle piste e i mancati introiti dovuti alla prolungata chiusura degli impianti, come verrete a capo dei bilanci di questa stagione?
La situazione era in bilico già da parecchi anni, ora siamo alla frutta... Facciamo solo due esempi: gli impianti a fune hanno acquistato la tecnologia per gli interventi di bonifica dalle slavine, la stessa serve anche per mettere in sicurezza le arterie stradali. Nel caso contrario, ovvero in mancanza di precipitazioni, è la nostra tecnologia per l'innevamento programmato a salvare la situazione. Il tutto senza l'apporto delle altre categorie economiche e senza l'interessamento del Comune, cui evidentemente tutto è dovuto.

Ci può dire un po' di cifre sulle spese sostenute e sui mancati guadagni?
Siamo a circa due milioni di euro di perdite!

Vi aspettate che almeno questa volta qualcuno vi aiuti?
No, perché non abbiamo la forza, non abbiamo la politica, non abbiamo nessun amministratore che capisca, non abbiamo una giunta con coscienza ma nemmeno con conoscenza; abbiamo un Sindaco (ex) che ci danneggia con il suo esilio, non abbiamo nessuna vera reazione dalla popolazione, quindi è giusto che le cose vadano così! Nessun aiuto è possibile...

Qual è stato per voi il momento più critico?
Quando non aprivano le strade e non ci davano corrente. Quando in Comune non rispondevano e l'Enel non spiegava. La sensazione di abbandono era evidente, ma non è ancora passata, perché se si replicasse l'organizzazione risponderebbe alla stessa maniera.

Quale episodio ti resterà più impresso?
Quando, dagli uffici del Faloria, il Presidente ed io abbiamo inutilmente telefonato (molteplici tentativi in più giorni) al vice Sindaco per chiedere lumi riguardo all'apertura del parcheggio della stazione, chiuso da moltissimi giorni in danno anche alla SeAm, ma non siamo stati degnati di alcuna risposta; lo stesso però si è velocemente scomodato per chiamarmi al cellulare il giorno 26 febbraio alle ore 17.53, per sapere se io sapevo o se si sapeva che il progetto della pista Tony Sailer era stato bocciato (quando lui lo sapeva già da 24 ore); ecco che cosa interessa: la politica del gossip, perché il vero significato dei fatti non interessa. La pista è stata effettivamente cassata perché assurda, non richiesta, ingestibile e voluta principalmente da alcuni componenti del Comitato, che evidentemente non hanno né arte né parte e soprattutto incompetenti in materia di sci.

01/03/2014 - Alice Gaspari

Pubblicato sul giornale n. 118 - Marzo 2014

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